Cina, tecnologia e nuove connessioni: il racconto del nostro viaggio

04/09/2026

Siamo partiti il 24 agosto con una domanda semplice: una software house può permettersi di osservare da lontano la convergenza tra intelligenza artificiale e robotica? La risposta, per noi, era già no. Restava da capire a che punto sia davvero questa tecnologia — e per farlo bisogna andare a vederla.

Prima tappa Shenzhen, alla IOTE – International Internet of Things Exhibition, tra produttori di umanoidi, quadrupedi e componentistica. Con un taglio volutamente concreto: non solo cosa sanno fare le macchine, ma costi, assistenza, velocità di sviluppo.

Poi Hangzhou, nella sede di Unitree, dove abbiamo approfondito una gamma di prodotti ampia e diversificata, in parte adatta ai progetti su cui stiamo già lavorando. Da lì è nato un percorso che stiamo definendo: un accordo per Italia e Lussemburgo, con supporto tecnico nello sviluppo e nell’integrazione delle nostre soluzioni software con i loro robot.

Ma il ritorno più inatteso non è stato tecnologico.

«Ho trovato una generazione aperta, molto meno formale di quanto immaginassi, internazionale, con una grande voglia di conoscersi, confrontarsi e costruire insieme» racconta il fondatore Giuseppe Capoferri.

Ad Hangzhou ci ha accolto Zoe Wang di Unitree, e la conversazione è passata in fretta dalla robotica alle persone. Ne è nato un invito reciproco: i nostri ragazzi al campus Unitree, Zoe da noi in Europa. Il 9 ottobre sarà in Lussemburgo, dove conoscerà il team e il progetto che stiamo sviluppando con SnT, il centro di ricerca dell’Università del Lussemburgo. Poi toccherà all’Italia.

«Quando giovani cinesi, italiani ed europei si siedono allo stesso tavolo e condividono tecnologia e idee, le distanze diventano improvvisamente molto più piccole» conclude Capoferri.

È anche il motivo per cui, oltre venticinque anni fa, questa azienda si è chiamata Gulliver.